Per godersi a pieno un viaggio è necessario soffermarsi anche sul percorso e non solo sulla sua meta, si lascerebbero indietro particolari e sensazioni che permettono di rendere quel viaggio unico di sensazioni.

La funivia è parte fondamentale del viaggio di scoperta delle Grotte del Cavallone, oltre che del mondo montano ad alta quota.

Suggestivo è il lento avvicinamento all’entrata della Grotta. I tempi ed i sensi iniziano a dilatarsi lungo il tragitto. Piano piano ci si avvicina alla montagna, se ne iniziano ad assaporare i particolari.

La stazione di partenza della funivia, in Località Pian di Valle lungo la S.S. Frentana, è a 750 metri s.l.m ed arriva a quota 1300 s.l.m., viaggiando lentamente lungo il Vallone di Taranta Peligna. Il percorso durerà circa venti minuti, poi si continuerà a piedi per altri dieci per raggiungere l’entrata della Grotta.

La funivia non è propriamente una funivia, ma una "cestovia". Ed anche solo per questo vale la pena di farci un giro almeno una volta. In Europa, di cestovie, ne rimangono attive solamente quaranta e nel giro di pochi anni scompariranno.

Le cestovie son dei veri e propri cestini che, in coppia, ti permettono di attraversare il Vallone di Taranta e di fare ingresso, con riverente lentezza, ai piedi della salita alla Grotta, scavata nella roccia nel 1894. Lungo il percorso non smetterai di guardarti intorno e di odorare i profumi di montagna; non smetterai di stupirti, della potenza della Montagna Madre, della grandezza e della libertà dei rapaci che la sorvolano, dei colori del cielo e della forma delle nuvole; non smetterai di desiderare di arrivare in cima e respirare forte.

Curiosità storiche:

La cestovia fu costruita nel 1978, dopo un lungo dibattito sul suo impatto ambientale e per favorire lo sviluppo turistico della Grotta del Cavallone.

Prima della sua costruzione si accompagnavano i visitatori lungo il vallone di Taranta grazie alla costante presenza dei muli ed all’uso della "treggia"

La treggia era una slitta che veniva usata principalmente per il trasporto di legname e che veniva portata a spalla fino al limite di vegetazione della grotta. Veniva usata poi per la discesa, in due, lungo la pista ghiaiosa che funge da linea di massima pendenza della Valle di Taranta fino alla Strada Frentana.

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